Eccomi

Nome: Paolo Ferrucci
Un manager che si è dimenticato di esserlo, che ama la letteratura ed è diventato scrittore.
Dopo i mistery Omicidi particolari (Piemme 2000) e Lune nere (Aliberti 2005), è del 2007 il romanzo Mistero Etrusco (Sylvestre Bonnard).
Il prossimo libro è in lavorazione.
contatti: p.ferrucci[at]gmail.com

MISTERO ETRUSCO
«Quando le persone cominciavano a incarnare dei rebus diventavano odiose, anche se morte.» Questo pensa cinicamente l'ispettore capo Gentilini: cosa può aver spinto Carletto Massi, restauratore, tra le braccia di un feroce assassino? Nella ricca e pettinata campagna alle porte di Firenze tutti sospettano, forse qualcuno ha visto, certo qualcuno sa.
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Tacchinamenti
Gaja, il tuo nome è angelo, la tua casa il cielo con le nuvole, la terra dove posi i piedini è fiore.
L’amore di fuoco che mi assalì venne sublimato in pura adorazione, nonostante la tua lunga permanenza in quell’equivoca locanda “Senza qualità”, dove perfino un sorcio mi fecero mangiare, per tenermi lontano da te!
Stefania de Babel: sono umano sì, altroché. E non sono di legno, questo ormai s’è visto.
Sai, vorrei confidarti una cosa, visto che siamo io e te, e so che tu i segreti li sai tenere.
Il mio cuore, e non solo quello, batte ancora per la casalinga, la fantastica, la merveilleuse, la super-casalinga col grembiulino dalla pettorina-francobollo.
Dio, quando le si sollevava: sotto non aveva niente! Altro che la Jane Batton: quella era solo il frutto di un’allucinazione per i cucchiaini malefici della Maga Metallica.
La casalinga – quella precaria intendo, non confondiamo – ha una carne vera, ammorbidita dalla dolce routine domestica e profumata dalle pratiche culinarie. E poi un viso, due occhioni azzurri che ti guardano come stupiti... Ah, che languore! Non immagini, Stefania, quanto mi batte ancora il cuore.
L’ho intravista là, al commento 17 (uh, che numero, ma non poteva sceglierne un altro? Ma chi se ne importa, l’amore non teme nulla...). La vedi come mi stuzzica? Non ha pietà, gioca coi miei sentimenti...
Maga Sabrina Metallicafisica, il tuo sguardo è metallico e magnetico. Ti scruta dentro e attira irresistibilmente... E scopro che, oltre che metallica, sei pure fisica. E stai vincendo le mie resistenze...
Ho scoperto che la tua fisicità merita attenzione. Tu nascondi portenti, come quelli che studiavano gli antichi etruschi. Essi davano interpretazione ai fenomeni straordinari che si manifestavano sulla terra: per loro tutto nascondeva presagi.
E io vedo presagi nei portenti che si celano nella tua fisicità.
Bella la farfalla, dolce Metallica. Dunque me la doni? Vuoi proprio rimanermi scolpita nella mente, mia Vanessa vagheggiata. Il tuo dono mi dà un’emozione che mi scuote sopra ogni altra, lo sai. È qualcosa di non codificabile, pur con tutta la razionalità che uno voglia metterci.
Non c'è verso: tu sei misteriosamente magica, vieni da una tradizione troppo antica per esser dominata con l’armamentario comune.
Dora, giammai! Io le donne le amo – come già ho avuto modo di dire – soprattutto spiritualmente.
Ma secondo la mia visione filosofica lo spirito è tutt’uno con la carne, non lo si può disgiungere. È un puro accidente della natura, che vuoi farci? E ti assicuro che fra le mie braccia (ehm, pardon, volevo dire nelle mie mani...) saresti più che al sicuro!
Per carità: io sono un uomo molto dabbene. “Tutto a modino”, dicono le donne quando parlano di me.
Ilarietta, sai che quando penso a te vedo un angelo con le alucce?
Tu sovrintendi ai miei sonni e ai miei sogni, fughi i miei timori e addolcisci i miei momenti difficili.
Ilarietta argentata, sposo il tuo motto: “in qualsiasi epoca abbiamo ali d'argento”.
Ancora mi domando da quale fine sensibilità può essere uscita quella frase. Una sensibilità così trasparente da apparire semplice, quasi elementare, ma che in realtà contiene in sé le cose più belle che uno spirito non corrotto possa cercare.
Spesso mi chiedo quale patrimonio si nasconda in te. Quale tesoro riposi nella dolcezza del tuo manifestarti, così chiaro e inerme e inoffensivo. Un tesoro fatto di ori e gemme, magari custoditi da un drago? O un tesoro fatto di un’anima nobile e grande, come quelle che si cantavano nell'Età di Mezzo? E che, magari, si può trovare nella Terra di Mezzo?
Apepam, ragazza misteriosa: grazie per l’orsetto che dorme.
Già ti confessai che il tuo sguardo in quelle slides d'apertura mi ferma il respiro, seppure per un istante. Sapevi bene quel che facevi, quando le mettesti: galeotti quegli occhi blu, in cui si perderebbe anche lo spirito più corazzato.
E io sono corazzato forte, sai. Ma ogni volta l’incastellatura trema, e io devo riprendere fiato...
Gattarandagia
Ma lo sai che in quell’avatar hai un’aria triste e dolcissima insieme?
Non ti ho seguita (“tacchinata”: che parola volgare!) nella maniera canonica, ma sei sempre stata nei miei pensieri.
Ti sei mai chiesta da dove venivano quei deliziosi manicaretti da gourmet, saporiti e profumati, che trovavi ogni sera nella ciotola, dopo il misero pasto di avanzi? Hai pensato a una gattara raffinata oppure a un ammiratore misterioso? Ebbene, ero io, Gattarandagia, che non avevo il coraggio di rivelarmi!
Hidra
Misteriosissima, i commenti che ti mando, sparuti e telegrafici, in realtà sono gonfi d’interrogativi celati.
Da sempre mi domando cosa si nasconda dietro quell’avatar sontuoso e quella capigliatura color fiamma. Ma quando mi trovo al tuo cospetto cado in soggezione, così escono solo piccole e inermi sollecitazioni. Di cui tu manco ti accorgi!
Dianalove
Dianissima, io tengo il tuo simulacro in una nicchia dinanzi a cui m’inchino ogni giorno.
Tu parli soprattutto per immagini, e io devo ancora trovare le immagini che possano sorprenderti. Perché solo con lo stupore posso sperare di conquistarti, e non ne sono ancora all'altezza!
(commenti lasciati a Maria Strofa, durante le mie sessioni di "tacchinamento")